EXPORT DI SQUADRA
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EXPORT DI SQUADRA

Oggi desidero parlare di export da un punto di vista diverso. Vorrei parlare di “export di squadra”, ovvero quando l’unione può fare la forza, focalizzando l’argomento Rete d’Impresa in previsione del contesto post pandemico.

Porto nello specifico la mia esperienza di dieci anni alla guida di una rete d’imprese nel settore agroalimentare ed enogastronomico, che nel suo periodo operativo ha visto la partecipazione di 25 aziende. L’obiettivo comune è stato quello dell’internazionalizzazione, in particolare verso alcuni mercati asiatici. La personale esperienza, come coordinatore di rete ed export manager, mi ha permesso di capire bene come i meccanismi di queste strutture aggregative possano essere efficaci e come possano svilupparsi valori aggiunti a beneficio comune.

Il contratto di rete è stato introdotto nell’ordinamento giuridico italiano nel 2009 e permette di realizzare raggruppamenti di imprese per la collaborazione reciproca.  Questa formula contrattuale, con le sue varianti di “Rete Contratto” e “Rete Soggetto”, racchiude diversi aspetti vantaggiosi: giusto per elencarne alcuni, permette di unire fattori produttivi e forza economica, di contenere gli investimenti, di sviluppare offerte integrate. Fondamentali sono poi le opportunità di scambiarsi informazioni, know how, prestazioni e tutte quelle sinergie utili  che permettono di accrescere la capacità competitiva di ognuno, unendo le forze per il raggiungimento di obiettivi comuni. Inoltre, la configurazione di rete non tocca in nessun modo la ricchezza delle imprese partecipanti, le quali mantengono la propria autonomia e rimangono libere nel loro business.

L’argomento reti d’impresa è da considerarsi non solo attuale, ma anche di massima importanza. Infatti, per affrontare l’emergenza COVID-19 e le conseguenti misure restrittive, si stanno riscoprendo meccanismi di collaborazione tra imprese che hanno rivisto i loro metodi operativi, creando nuove sinergie per mantenere attiva l’intera filiera produttiva e il servizio verso i propri clienti.

Le sinergie corrette e ben condivise sembrano possano essere una delle armi per combattere la crisi attuale e soprattutto la ripresa. Sono in particolare le MPMI che dovrebbero considerare la possibile transizione verso modelli di business di collaborazione e di aggregazione, al fine di mantenere la competitività nei confronti dei grandi concorrenti che avranno gioco facile a dominare il mercato. Con la sua conformazione, la rete può avere un peso specifico maggiore nella forza contrattuale, può interagire più facilmente con interlocutori di grandi dimensioni e complessità, può presidiare nuove quote di mercato attraverso canali privilegiati e organizzati. E’ inoltre in grado di avere la giusta forza per affrontare la sfida attuale dell’innovazione, partecipando a bandi regionali e internazionali per la reperibilità di fondi necessari alla ricerca, sviluppo, digitalizzazione.

Ritengo che la configurazione di rete possa essere un elemento importante soprattutto per l’export. La forza aggregativa di MPMI di specifico settore può diventare un elemento efficace per operazioni di internazionalizzazione su ampia scala.

Ovviamente il protagonista del match è l’imprenditore, che ha nel suo DNA lo spirito di squadra, gli obiettivi comuni, la condivisione, ed è totalmente immune da sentimenti inversi, che risulterebbero d’intralcio e quindi dannosi al raggiungimento del risultato di squadra.

Antonio Baiano
info@antoniobaiano.it